VIAGGIO PER LA FESTA ONAM

VIAGGIO PER LA FESTA ONAM Come ogni anno in Kerala, e non solo, si attende con grande trepidazione il festival dell’Onam, una festa che potremmo paragonare al Natale e che si celebra tra la fine di agosto e l’inizio di settembre. Ogni anno a Roma Sibi, il presidente dell’associazione degli indiani del Kerala, organizza i festeggiamenti ai quali prendono parte circa 1500 indiani sikh provenienti da varie città Italiane e europee.

L’Onam è un momento di grande interculturalità, è una festa che unisce la gente in un paese in cui le tensioni sociali, etniche e religiose sono molto forti: la celebrano indù, cristiani e musulmani. La si può definire un vero e proprio collante sociale che permette di attraversare i limiti della diversità. Trae origine da una leggenda secondo la quale il Kerala visse la sua epoca d’oro durante il regno del re Mahabali e la gente era davvero così felice che suscitò la gelosia di alcune divinità che tolsero per sempre il sovrano dalla sua gente.
Ma per concessione di Mahavisnu il re può far visita al suo popolo una volta l’anno. Così l’Onam rappresenta la gioia della gente per il momentaneo ritorno del re.
I festeggiamenti si protraggono per dieci giorni con ricchissimi programmi culturali. Le ragazze indossano la loro veste tradizionale e si adornano di gioielli e iniziano a ballare in cerchio cantando una danza antica.

images (1)Alcuni giovani si dipingono il corpo di nero e strisce gialle e girano per le strade ballando a ritmo di tamburo e altri strumenti tradizionali. Le famiglie preparano davanti le loro case il pookalam, una composizione floreale a forma di cerchio e con ogni genere di danze e giochi danno il benvenuto al loro re. Tradizionale è il pasto del giorno di Onam. Lo si consuma seduti per terra e viene consumato su una foglia di banano senza forchette e cucchiai, ma con lo strumento più antico del mondo: le mani! Le portate sono vaste e tutte strettamente vegetariane.

Sono giorni in cui la gente desidera stare insieme e condividere quello che ha, giorni di musica e canti, serate in cui la televisione viene dimenticata e in cui si ascolta l’anziano per imparare l’arte del vivere.