LA FIERA DI PUSHKAR

LA FIERA DI PUSHKAR Pushkar fiera la più famosa fiera dei cammelli del Rajasthan. Una mostra mercato a cui partecipano almeno cinquantamila dromedari – oltre a cavalli e buoi. Sulle rive del lago convengono migliaia pastori e nomadi dal deserto del Thar e da tutta la regione. Cammellieri e mercanti si mescolano ai pellegrini e per intrattenere tutti arrivano in città maghi, indovini, incantatori di serpenti, saltimbanchi, giocolieri, fachiri, pulitori di orecchie, cavadenti, venditori di filtri magici e ogni sorta di altro imbonitore. É una delle fiere più spettacolari dell’India.

Pushkar è la città bianca votata a Brahma, uno dei luoghi più sacri dell’induismo, meta di pellegrinaggio da due millenni. Gran parte dei suoi templi furono distrutti nel XVII secolo dall’imperatore musulmano Aurangzeb e ricostruiti in tempi più recenti. Pushkar significa “fiore di loto”. La leggenda vuole che il lago attorno al quale sorge la cittadina sia stato formato da un petalo di fiore di loto lasciato cadere da Brahma, la divinità creatrice secondo la mitologia indù.
Qui si trova l’unico grande tempio dell’India dedicato a Brahma.

L’atmosfera di Pushkar è tra le più magiche del subcontinente. Sulla riva settentrionale del lago, le case si alternano a una infinità di templi, le vie sono percorse da dromedari e da uomini con turbanti di tutti i colori. I pellegrini, numerosi in tutte le stagioni, fanno le offerte nei templi per poi recarsi a gettare fiori e a pregare sui ghat: le cinquantadue gradinate che dal versante nord scendono nelle acque del lago, dove i fedeli fanno abluzioni. Per gli induisti, un bagno nelle sue acque sacre cancella ogni colpa.

Sui ghat gli asceti meditano, gli indovini predicono il futuro, i musici suonano sitar, flauti e tamburi, i bramini impartiscono benedizioni e le mucche vagano ovunque. É uno dei luoghi più magici, scelto ogni anno da centinaia di giovani occidentali che vi trascorrono lunghi periodi a studiare musica o yoga. Come per dimostrare la capacità di convivenza in India tra diverse religioni, 11 chilometri a sud di Pushkar c'è Ajmer, luogo santo ai musulmani. Fondata nel 1100 d.C. dalla dinastia rajput dei Chauhan, Ajmer fu conquistata nel 1193 dalle armate moghul. Nel secolo successivo fu integrata nel Sultanato di Delhi e divenne meta di pellegrinaggio per la presenza del mausoleo dedicato al santo derviscio Khvaja Muin’ud-Din-Chishti (1141-1236). Attorno alla sua tomba fu costruito il Dargah, un santuario con botteghe, uffici, corti interne e due moschee fatte erigere dagli imperatori moghul Shah Jahan e Akbar. Il mausoleo, nell’ultimo cortile, è un raro esempio di sincretismo tra islam e induismo: minareti e muezzin si coniugano a incenso e offerte di fiori, e ci sono tanti pellegrini indù quanti musulmani.